giovedì 2 giugno 2016

LA REPUBBLICA. BUON COMPLEANNO ITALIA!


Con tutta  la mia furia e amore per l'Italia. Buon Compleanno GRANDE NAZIONE!

*Traduzione e adattamento libero di conferenze, testi e pensieri della filosofa e antropologa sirio-messicana Ikram Antaki.

"La REPUBBLICA è tra le più grandi creazioni dello spirito umano. E' volontaristica, non naturale, artificiale. creata sopra i clan, sopra i legami sanguini, sopra le tribù e diverse provenienze, sopra le relazioni naturali. Ma abbiamo realmente bisogno di uno Stato? Dappertutto solo sentiamo lo cattivo che è lo Stato. Il problema è che se togliamo lo Stato, questa creazione dello spirito, che cosa occuperà il suo posto? Se gli uomini si spogliano di questa relazione artificiale che hanno creato tornano inmediatamente all'unico evidente, la relazione naturale: famiglia, tribù, clan. Per questo motivo sorgono i fondamentalisti, i clan, i movimenti indigeni, non come una resistenza alla cattiva globalizzazione, ma perché lo Stato come creazione umana, e non è detto che una creazione umana deva durare in eterno, si sta indebolendo e quando si indebolisce il pago è inmediato. Il prezzo è il desmoronamiento della relazione superiore che verrà occupata dalla relazione anteriore. Quale? La naturale. Il clan, la tribù, la famiglia, tale gruppo sanguíneo, tale clan, tale movimento locale, ecc. ed iniziano le guerre civili. 

-Ma tu difendi lo Stato? Ma lo stato è totalitario?!
-No. Lo Stato non è totalitario.
-Lo Stato è violento ha il monopolio della violenza chiamata legitima, ha l'esercito, la polizia, la legge, i carceri, come non è totalitario?


Non sappiamo cos'è il totalitarismo. Abbiamo inventato il progresso che ha dato la nascita al totalitarismo perché si trattava di liquidare l'uomo vecchio per creare l'uomo nuovo. Era un bellissimo sogno che finì in una criminalità collettiva. Il ventesimo secolo ci ha dimostrato che quel sogno era errato. E se fosse che la violenza che toccava ad ognuno si trasferisce ad un ente comune che gestisce questa violenza, le punizioni e la cura del ordine sociale?

Praticamente tutti i paesi civilizzati stanno arrivando oggi alla via democratica. Fukuyama l'ha espresso con il concetto della 'fine della storia', non era la fine della storia ma la fine del conflitto maggiore della guerra fredda. La democrazia appare come il futuro inmediato di praticamente tutti gli stati. 

La Repubblica è la madre della Democrazia, che è la figlia.

Che cos'è la Democrazia? Cosa dobbiamo apprendere e comprendere con questa parola? E' una maggioranza che s'impone ad una minoranza? Soltanto? E' il potere di una maggioranza che può contestare il potere della struttura maggiore che è lo Stato? Che può umiliare allo Stato come sta facendo spesso? 
Dobbiamo liquidare ogni autorità perché siamo in democrazia? 
Non sappiamo distinguere tra le parole autorità e autoritarismo, nel nome della democrazia parliamo contro ogni autorità quando quello che vogliamo e disfarci dal autoritarismo. Finalmente una società senza autorità non funziona se per esempio togliamo l'autorità base del padre o quella del maestro è lì che s'installa un'autorità di contrabando come il capo di una banda o quel ragazzo che ha il controllo sul gruppo degli amici o il capo della mafia, queste autorità detestano il vuoto lasciato dall'autorità tradizionale. Attenti a quello che pensiamo sia una liberazione!

Una violenza può essere migliore che un ordine ingiusto? Diventerebbe legitima? Questa è una delle ragioni che si da alle rivoluzioni, sono domande essenziali della vita politica. Si ha la ragione perché si ha la maggioranza? Qual è il rapporto tra maggioranza e ragione? C'è l'ingiustizia, non c'è dubbio, constatiamo l'ingiustizia, ma è peggio del disordine? Cosa è peggio? Non vogliamo scegliere, ma dobbiamo scegliere. E se il disordine provoca peggiori ingiustizie? Sono questioni importanti sulle rivolte, sul ribellarsi e le  rivoluzioni. Dobbiamo chiederci, pensarci su, definire bene i nostri concetti. Ogni etica inizia da una semantica. Cosa capiamo con le parole? Pensiamo con le parole.

Possiamo costruire nuove idee senza distruggere quelle anteriori? Possiamo trovare delle soluzioni senza creare nuovi problemi?

La politica è un campo della conoscenza che ci permette la convivenza. Non sono sicura sia il più importante o il modo più intelligente. Ci sono uomini che sono disastri mondani e ottimi politici, e uomini eccelsi in altri campi che non riescono in politica. Non è purtroppo il più intelligente quello che ci arriva al potere. Il più intelligente è quello che vede, osserva, analizza e non sbaglia. Ma nella pratica quello che ci riesce in politica probabilmente non si farà nessuna delle domande su questo scritto, non teorizza, semplicemente lo fa. Possiede un istinto animale predatore che lo fa riuscire, io non ci riuscirei mai. 
Arriviamo alla variabilità delle intelligenze. Esiste l'imbecillità che è un problema semplice. Esiste l'ignoranza che è un problema semplice. Ma c'è un problema maggiore: il poco sapere che crede di sapere. L'ignoranza che s'ignora. Quelli che sanno poco e credono di sapere tanto. Questo sì che è un problema di etica, un problema base, uno dei più grandi problemi della Democrazia. Cosa ha fatto al riguardo la Repubblica? Una Repubblica degna di questo nome la prima cosa che fa è aprire la scuola pubblica, obbligatoria e gratuita. Con la Repubblica invece di solo cinque, sono andati cinque milioni alla scuola, impararono un poco, non tutti diventarono geni ma tutti vogliono partecipare alla vita pubblica, si credono politicizzati per sbraitare un po' contro il governo ed il potere. Questo grande problema della democrazia è che mette nel campo delle decisioni quelli che sanno poco e ignorano la propria ignoranza. Come risolviamo la questione? E' un problema base della vita comune. I positivisti del secolo XIX eredi dell'illuminismo pensavano che nel triunfo della ragione si potevano trovare le soluzioni a tutti i problemi dell'umanità. Ma nel secolo scorso abbiamo avuto due totalitarismi e multipli genocidi nel nome della ragione, questioniamo la ragione, e si arriva facilmente al disprezzo della ragione. Cosa faccio? Metto dei limiti alla fiducia nel trionfo della ragione, ma allo stesso tempo non voglio che mi si disprezzi l'uso della Ragione non ho più che essa per capire il mondo per muovermi nel mondo. Qual  è il senso della conoscenza? E' una questione di Etica. Perché vogliamo sapere e capire le cose? Cosa fare? E se non c'è nessuno che mi dica cosa fare, che faccio? Non ci sono ricette semplici. C'è questa dinamica della questione, questionare e questionarci, questo è la Etica. 
Una civilizzazione che si costruisce intorno alla figura tutelare dell'uomo può arrivare a distruggere l'uomo stesso? Dal medioevo la cultura occidentale si pensa se stessa con l'uomo al centro in relazione con la morale, la politica, con la vita in generale e questo modo di situarci trova oggi i suoi limiti, l'uomo è vittima del proprio trionfo. La volontà di costruire uno stato che permette all'individuo di fiorire ha trionfato. Questo modello si è generalizzato arrivando ad una visione individualistica dell'economia, della morale, di tutto il resto. Ci dobbiamo lamentare? Assolutamente no, ma è pericoloso. 
La legge della selva somiglia molto la legge della maggioranza democratica, cinquanta leoni avevano obbligatoriamente la ragione sopra un solo leone. La democrazia non è alla fine poi così lontana dalla legge della selva. L'individuo ha avuto i suoi diritti finalmente garantiti grazie alla promozione del individuo contro la legge del gruppo. Il  problema è che questa promozione va contro l'interesse collettivo, cioè abbiamo risolto il problema della libertà e dei diritti del individuo per creare il problema della solidarietà inter-individuale. Quale dei due problemi ci teniamo?  Non siamo rimasti senza problemi, abbiamo tolto un problema per metterne un altro. Un mondo dove ognuno possa fiorire come se fosse un mondo in se stesso non permette già il mondo in comune. Ognuno diventa la finalità di se stesso e diventa il proprio mondo, tutto porta al individuo che non porta ad un'altra parte. Pensiamo in uno stato che permette all'individuo di fiorire, come una panacea. Tutto questo è risultato dell'illuminismo, così come la globalizzazione e la mondializzazione, La grandezza della Repubblica è che ci ha portato l'equità, non l'uguaglianza, che ci da le opportunità per fare cose, dove possibile ad ogni uomo, gli stessi diritti all'uomo per cominciare, ognuno ne fa quel che vuole o quel che può, poi si vedrà. Per questo la Repubblica è più consistente che il sogno democratico. Sono profondamente repubblicana, la grande scommessa fu la Repubblica. Non mi considero una donna democratica anzi se cercassi la miglior forma a mio parere di governo questo sarebbe il dispotismo illustrato con un grandissimo problema, il dispotismo illustrato non funziona è fragile, perché il figlio di un dispotico illustrato può essere un imbecille imperiale e perché lo stesso dispotico no ha limiti, non ha le frontiere necessarie alla propria demenza. La storia mi ha insegnato che non funziona. Accedo alla democrazia perché è un bisogno, perché  gli uomini devono partecipare alle decisioni su egli stessi, con i rischi che questo comporta perché gli uomini sbagliano nelle decisioni su di essi stessi. Gli uomini possono decidere cose distruttive per le proprie nazioni, quindi, cosa fare? La democrazia è necesaria pero dobbiamo capire cos'è la democrazia, è suffragio universale più contro-poteri, se fosse unicamente suffragio universale senza contropoteri diveterebbe un inmenso pericolo. Quali sono questi contropoteri? Le leggi e le istituzioni. Io voglio un paese con istituzioni forti e solide che formino contropoteri al suffragio universale. La democrazia senza questi componenti non è democrazia. Il nostro paese sta attraversando un periodo pericoloso, difficile, con una incredibile ignoranza sui processi democratici, con una ebbrezza democratica che permettono avventure dove entra il meglio ed il peggio. La nostra saggezza sarebbe impedire il peggio per tenerci il meglio."



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ART. 1. 
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


Quando leggo l'articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana mi vengono i brividi:


ART. 3. 
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. 

ART. 49. 
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.






LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA



Articolo :Contro una democrazia d’investitura e senza contropoteri, di Alessandra Algostino


Video: IKRAM ANTAKI - Hacia una ética ciudadana-CONFERENCIA MAGISTRAL (Español)



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