martedì 25 aprile 2017

IO VOGLIO LA PACE - 25 APRILE 2017

E’ tempo di Resistenza alla guerra 
e Liberazione dagli armamenti. 
Non solo il 25 aprile.

Alcuni credono solo nella cultura dei rapporti di forza.

I pensieri sulla guerra sono brillanti, purtroppo non tanto quelli sulla pace.

La parola 
pāx conterrebbe in sé l'idea della stabilità, e quasi della fissità.

La prima determinazione della pace sarebbe la sua durata e la sua esigenza di stabilità. Non è una pausa. 
E servono due parti, solo si può fare la pace con l'altro. 
Non c'è pace nell'identità, la pace suppone una differenza

Un accordo di pace restaura e crea compromessi tra antichi belligeranti. Ogni attore riconosce nell'altro a una persona capace di onorare i compromessi. 
La pace significa consenso.
E non basta con volere per avere. 
È quello che viene chiamato l'eroismo tranquillo della vita quotidiana.

L'obbligo maggiore del vivere insieme porta alla preservazione della pace. 
Non c'è vita senza pace. 
Né libertà, né giustizia senza di essa.

Il mondo è evidentemente anti-naturale ed è il nostro destino. Formare parte del mondo non è per niente naturale. 
Il mondo è pubblico e plurale. Serve abbondanza e pluralità di uomini, di popoli e di posizioni perché la realtà sia possibile. Nel mondo serve uno spazio visibile tra gli uomini, i rapporti sono possibili grazie a questo spazio.

Questo mondo diventa fragile perché gli uomini non trattano e non negoziano più. 
La convivenza è sempre un fragile equilibrio da conservare.

Gli uomini separati privi del mondo comune, ritirati, corrono i maggiori dei rischi. Quando il senso del comune sparisce tra gli uomini e la comunicazione diventa impossibile si autorizza sia da una parte o dall'altra a sopprimere quelli che non hanno più niente in comune con noi.

Il rifiuto delle regole in comune prepara la violenza più strema. 

L'odio occupa a volte il posto del pensiero. La vendetta produce una giustizia apparente.

Viviamo una crisi di valori civici e religiosi di angosce individuali e collettive e di corruzione. La nostra identità nazionale è la Repubblica. L'identificazione con la nazione è imperativa. È la repubblica che ci donna il senso di comunità e appartenenza. Suppone una Costituzione, delle leggi, dei rappresentanti e una nazione.

Ma stiamo vivendo il crepuscolo del momento repubblicano.

L'unica soluzione che vedo è il civismo, virtù privata di utilità pubblica. 
Vi chiamo a esercitare la vostra cittadinanza, a cambiare la visione negativa delle passioni dell'uomo in una possibilità migliore. 
Penso ancora che la pace possa essere raggiunta in qualche modo. 
Sono una pazza?





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