sabato 13 maggio 2017

NON LAVORARE MAI

Il lavoro rende liberi era la cinica scritta che accoglieva i deportati del campo di lavoro di Dachau 
dove venivano rinchiusi tutti coloro che, 
in quanto pericolosi per la società, 
andavano rieducati con la fatica del lavoro.

L’ironica e dissacrante frase situazionista, che appare sulla facciata della pizzeria Mavalà (Sirmione)
e negli adesivi collocati nel centro storico, 
vuole rammentare all’individuo moderno 

che il lavoro è un mezzo e non un fine da giustificare qualsiasi cosa, 

dalla distruzione dell’ambiente 

alla morte certa di chi lavora in condizioni disumane.


Il contenuto dell’installazione si connette 
all’opera di Sarenco 
La poesia rende liberi
che annulla poeticamente l’estensione concettuale 
del termine lavoro come sinonimo della parola libertà e dignità della persona.



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